My STOR(i)ES di Giada Baldoni

My STOR(i)ES di Giada Baldoni

“Gli occhi che imparano a guardare la realtà da una nuova prospettiva, possono comprendere il linguaggio dell’emozione”

Ironia della sorte.
Da un nuovo spazio, o meglio, da un nuovo concetto di spazio, comincia per me questa nuova, entusiasmante avventura.
Un esperimento cullato e tenuto in cantiere per lungo, lunghissimo tempo, si veste finalmente di realtà e mi porta ad inaugurare una nuova stagione.

Chi mi conosce sa che da tempo ho in mente questo progetto e chi mi conosce ancora meglio vivrà, proprio tra queste pagine, un racconto che, probabilmente, parlerà anche della sua storia.
Un viaggio vissuto insieme, in questi anni, attraverso cui si ricompongono i pezzi di un percorso che, condiviso, con fatica e determinazione, mi ha regalato tante gioie e soddisfazioni.
Un variopinto panorama costellato di sogni, desideri e paure, in cui sono incastonate storie di vita quotidiana di tante persone, aziende e negozi, piccoli, grandi, enormi e microscopici, singoli, catene, laboratori, show room, botteghe, magazzini, salotti, open space, concept store, temporary e tanti altri ancora, che hanno fatto da sfondo ad una intensa attività professionale.

Ho ricoperto diversi ruoli, nelle aziende, mentore, docente, consulente e formatrice, in aula e in azienda, in fase start up, Restyle ed in piana attività, ma in ogni caso, un elemento comune mi ha sempre accompagnato in ogni percorso: sono una decisa e fiduciosa sostenitrice del ‘saper fare’, punto di forza in cui credo fermamente.
Tengo e credo a quel talento che brilla negli occhi di chi felice, si trova dentro il suo sogno.

Nel corso del tempo ho lavorato con tante tipologie di clienti, artigiani, commercianti, titolari di aziende chi alle prime armi e chi storico pioniere di settore, con addetti alla vendita in cerca di occupazione e giovani in cerca disperata di riconoscimento e determinati a trovare il ‘lavoro dei sogni’, adulti alla ricerca di una identità professionale più definita e giovanissimi titubanti, orientati verso un futuro incerto, imprenditori convinti e stanchi autonomi con la partita iva sul groppone.

Ho lavorato davvero con tante tipologie di persone, di prodotti, di aziende ed ho avuto la fortuna di conoscere tanti, davvero tanti, talenti, tutti diversi, ognuno speciale.
Ho potuto approfondire la conoscenza di tanti settori e sono entrata in ogni ‘mondo’ in maniera così totale, da innamorarmi ogni giorno di più del mio lavoro e di tutte quelle aziende che ho avuto la fortuna di incontrare e conoscere nel corso del tempo.
In My Stor(i)es.
Nei miei negozi.

Sì, perché, in realtà, sono anche un po’ miei.
Li vivo e li percepisco così.
Non in senso letterale, giuridico, ovviamente, ma in senso emotivo, emozionale, inteso come vera condivisione, partecipazione e reale coinvolgimento alle loro vicende, gioie e dolori.
Ognuno di loro, ogni storia, ogni nascita e ogni fine, ogni vittoria ed ogni sconfitta, mi ha segnato ed insegnato qualcosa di prezioso.

Mi capita un po’ come agli allenatori che vedono giocare la partita dalla panchina e, seppur distanti, si affannano, soffrono e partecipano con grinta ed energia, proprio come se stessero giocando in campo.
Li ho visti vincere ed ho gioito.
Li ho visti perdere ed ho sofferto.

A volte li sento e li penso con nostalgia, anche a distanza di tempo, anche quando con i titolari, per i più svariati motivi, capita di non sentirci o vederci per mesi, o magari per anni.

I negozi rimangono nel mio cuore, come un contatto che resta acceso.
Una connessione che rimane attiva.
Siamo così, io e i miei negozi, legati da un filo sottile, ma molto potente.

Un’esperienza bella, insomma, vera ed intensa, condivisa con persone speciali, con cui ho avuto ed ho, la fortuna ed il privilegio di collaborare.
Persone vere, veraci, ancorate alla realtà, che lottano ogni giorno e non vogliono mollare perché credono fermamente nei loro progetti e con fatica portano avanti ogni giorno la loro battaglia.

Imprenditrici e imprenditori che hanno iniziato a realizzare un progetto di vita investendo nel proprio lavoro, che amano, profondamente ed intensamente, con dignità e dedizione.

Il Magazine di Spazio Vetrina nasce da questo, dall’esigenza di raccontare e condividere storie di imprese, fornire spunti creativi, approfondimenti tecnici e donare racconti e spezzoni di vita quotidiana che possono rappresentare una nuova e preziosa chiave per entrare dentro le aziende in modo diverso, da dietro le quinte, da quella prospettiva che ci consente di comprendere una magia così difficile raccontare.

Vorrei portarvi IN MY STOR(i)ES, nel mondo delle Microimprese, per imparare a conoscerle da dentro, per amarle come meritano, apprezzandole così come sono, in modo sano, reale, in un mondo vero e fatto di e da persone.

Una storia raccontata da mani, spazi e attraversata da tanti progetti.
Senza filtri, senza inganni, senza doppi fini, conoscendoli e vivendoli così, come li vedo io.

Perché si possa restituire ai piccoli negozi la dignità ed il riconoscimento che meritano, con gratitudine, proprio cominciando a guardarli con occhi diversi.

Ecco, il mio viaggio, in My STOR(i)ES comincia da qui.